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Apri un P7M

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Allegati P7M nella PEC

Postacert.eml, daticert.xml e smime.p7s: dove si trova il file .p7m in una PEC, come aprirlo e quali firme non vanno confuse tra loro in casella.

Lettore P7M7 min di lettura

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La PEC porta in casella atti, fatture e determine già firmati. Il messaggio, però, mostra diversi file con nomi poco eloquenti. Aprire il primo allegato che sembra tecnico è il modo più rapido per guardare la ricevuta invece del documento. Questa guida indica che cosa è ciascun file e come arrivare al .p7m del mittente, sul computer o sul telefono.

I tre file che compaiono quasi sempre

Il gestore del mittente imbusta il messaggio originale in una busta di trasporto firmata. Nel client di posta trova di solito:

  • postacert.eml: il messaggio originale, con testo e allegati di chi ha scritto.
  • daticert.xml: i dati di certificazione, tra cui mittente, destinatario, oggetto, data e identificativo del messaggio.
  • smime.p7s: la firma del gestore su quella busta di trasporto. Attesta il passaggio nel sistema PEC, non la sottoscrizione del contratto da parte della persona.

smime.p7s pesa poco e non è un PDF. Se il lettore di buste lo rifiuta o mostra un contenuto che non è il suo atto, non insista: ha selezionato la firma del canale, non il documento. Il lettore di questo sito non è un client PEC e non verifica quella firma di trasporto. Verifica il .p7m che Lei gli consegna.

Dove sta l’allegato del mittente

  1. Apra il messaggio PEC nella webmail del gestore o nel client.
  2. Se vede solo la busta esterna, apra postacert.eml. In Mail, Outlook o Thunderbird un doppio clic, o il trascinamento nel programma di posta, mostra il messaggio interno.
  3. Tra gli allegati interni cerchi il file del documento, per esempio determina.pdf.p7m o fattura.xml.p7m.
  4. Lo salvi in una cartella del fascicolo, senza rinominarlo e senza togliere .p7m.

Alcune webmail mostrano già gli allegati del messaggio originale e nascondono la complessità. Altre mostrano solo i tre file tecnici. Se non vede il .p7m, non è detto che manchi: è ancora dentro postacert.eml.

Sul telefono il doppio clic su .eml è spesso inutile. Apra la webmail del gestore in Safari o Chrome, che di solito elenca gli allegati in chiaro, e salvi il .p7m. Il percorso di lettura è nella guida aprire un P7M su Android e iPhone. Su iPhone non conti sul menu Condividi verso il lettore.

Aprire solo quel file

Con il .p7m salvato, apra Lettore P7M e lo selezioni. Vedrà l’anteprima del contenuto, se il formato è supportato, e i controlli sulla firma del mittente: integrità, certificato, catena disponibile e revoca. Il documento non viene inviato a un server per essere letto.

Se l’allegato è un .pdf.p7m, l’anteprima è il PDF. Se è un .xml.p7m FatturaPA, la vista è la fattura leggibile. Se è un altro formato, può non esserci anteprima: il contenuto estratto resta la via per aprirlo con il programma giusto. I passaggi, se compare un errore, sono in il file P7M non si apre.

Due firme convivono e non si sostituiscono.

Firma Chi la appone Che cosa riguarda
smime.p7s Il gestore PEC Il trasporto del messaggio
Allegato .p7m Il mittente, se ha firmato il file Il contenuto del documento

Un PDF senza .p7m, inviato via PEC, ha la certificazione del canale se la PEC è integra. Non ha, per questo solo fatto, la firma digitale del mittente sul file. Una PEC non trasforma un allegato ordinario in un documento firmato.

Ricevute, copie e archivio

Chi invia riceve una ricevuta di accettazione e, se la consegna riesce, una ricevuta di consegna. Anche quelle ricevute possono contenere un daticert.xml e un rimando al messaggio. Conservi messaggio originale e ricevute insieme. Sono la traccia dell’invio. Non sostituiscono l’allegato firmato, e l’allegato firmato non sostituisce le ricevute.

Per l’archivio tenga:

  • il messaggio completo, in .eml, se il client le permette di salvarlo;
  • le ricevute, se è il mittente;
  • l’allegato .p7m originale, in una cartella del fascicolo;
  • una copia di lettura solo se le serve, generata come descritto in estrarre un PDF da un file P7M, e mai al posto della busta.

Un .p7m di pochi kilobyte, in un messaggio che dovrebbe contenere un atto, va guardato con sospetto: può essere una ricevuta o un file vuoto. Confronti oggetto e dimensione con quanto si aspetta prima di archiviarlo come “l’atto”.

Dati personali e abitudini di studio

Gli allegati PEC contengono spesso codici fiscali, dati economici o dati di salute. Salvarli in una casella condivisa o inoltrarli a un indirizzo personale allarga la platea di chi può leggerli. Definisca nello studio chi scarica, in quale cartella e chi può esportare le copie.

Il lettore elabora il file sul dispositivo. Questo riduce un passaggio di caricamento, non esaurisce gli obblighi dello studio. Non invii il .p7m all’indirizzo di assistenza del sito: il contatto chiede di descrivere il problema senza documenti riservati.

Se l’atto arriva per un deposito o per una notifica tra difensori, la lettura è solo il primo gesto. Le regole del fascicolo sono nella guida file P7M nel processo telematico.

Esempio: quattro allegati, un solo atto

La webmail mostra un messaggio “Notificazione ai sensi di legge” con quattro righe: postacert.eml (40 KB), daticert.xml (3 KB), smime.p7s (8 KB) e, solo dopo aver aperto postacert.eml, comparsa.pdf.p7m (240 KB). I primi tre non sono la comparsa. Il quarto lo è, se l’anteprima mostra davvero quell’atto e non una copertina vuota.

Salvi comparsa.pdf.p7m nella cartella della pratica. Apra il lettore e controlli il firmatario. Poi salvi anche il .eml del messaggio, se il client lo consente, in una sottocartella pec. Non rinomini smime.p7s in .p7m per “provarlo”: è un altro oggetto. Non apra daticert.xml nel lettore di fatture aspettandosi l’atto. Quel XML certifica il messaggio.

Se un collaboratore le inoltra solo il PDF estratto, le manca sia la busta sia la PEC. Gli chieda il .p7m e, se serve la prova di consegna, il messaggio o le ricevute. La copia di lettura può viaggiare nella stessa mail interna, a patto che il nome non sia identico alla busta. Due file chiamati entrambi comparsa.pdf nella cartella download sono il modo più comune di caricare poi quello sbagliato.

Domande frequenti

Il file smime.p7s è il documento firmato?

No. È la firma del gestore PEC sulla busta di trasporto. Il documento del mittente, se c’è, è l’allegato .p7m dentro il messaggio originale.

A che cosa serve daticert.xml?

Contiene i dati di certificazione del messaggio, come mittente, destinatario, data e identificativo. Non contiene il contratto o la fattura.

Il lettore apre l’intera PEC?

No. Apre il file .p7m che Lei seleziona. Non legge da solo postacert.eml e non verifica la firma del gestore sulla busta di trasporto.

Inoltrare la PEC a una mail ordinaria cancella la firma dell’allegato?

Il messaggio inoltrato non è più una PEC. L’allegato .p7m, se arriva integro, resta una busta firmata e si può aprire come gli altri P7M.

Un controllo prima di inoltrare la copia

Apra il .p7m giusto, legga il firmatario e solo dopo crei una copia di lettura per un collega. Se il certificato risulta scaduto o revocato, non nasconda l’esito nella mail di inoltro: indichi che la verifica è da leggere nella guida firma scaduta o revocata e conservi la busta. La PEC certifica il canale. La firma dell’allegato, se presente, riguarda il contenuto. Servono entrambe, e non sono lo stesso file.

Funzioni necessarie

Le risorse del lettore e le operazioni richieste dall’utente sono separate dalle statistiche facoltative. Se chiude un avviso sul servizio, questo dispositivo ne ricorda l’identificativo per non mostrarlo di nuovo.

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